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martedì 18 luglio 2017

Le collettive folli e sgangherate

Le collettive continuano e anche se sembra impossibile, abbiamo abbandonato Dickens dopo non so quanti anni di masochismo a favore di un autore mooooooooooooooooooooolto ma molto più a noi congeniale: Alexandre Dumas, con il suo Conte di Montecristo.
Già la scansione è stata una bella impresa, risolta al meglio da Betta e da qualche mese si è iniziato.
Siccome di tempo dagli inizi delle letture feuilleton, ne è trascorso, ora siamo molto più evolute e abbiamo una pagina apposita facebook dove si legge e il nome è quanto di più appropriato potessimo avere "Letture collettive folli e sgangherate", ci trovate qui .
Quindi Il conte si diceva, a molte di noi purtroppo Edmond Dantes evoca il faccione del Depardieu-nonpropriofisicato- ma il libro direi che sta appassionando tutte noi e nel gruppo ci sono i nostri commenti.

C'è stato un ulteriore salto di qualità perchè all'interno del gruppo si possono fare più letture collettive e infatti, per spezzare la lunghezza del Conte che se non sbaglio ci prenderà circa 1 anno e mezzo, ora abbiamo inserito Il corsaro nero di Salgari, lettura veloce della durata di un mese. Il corsaro tra l'altro sta suscitando un bel po' di ricerche extra vista la minuziosità delle descrizioni animali  e vegetali! senza contare gli approfondimenti sui pirati storici come Morgan e l'Olonese. 

Perchè ci piacciono le collettive? rispondo per ciò che riguarda me considerato che non è vero che mi piacciono tutte le collettive, mi piacciono queste perchè siamo un gruppo di lettori appassionati ma fondamentalmente "cazzoni" che amano leggere un po' di tutto e che amano ancora di più l'ironia e il poter condividere pensieri anche meno "politically correct" perchè per noi non c'è nessuno che possa essere immune da critiche a prescindere solo per il nome che porta (non torno a parlare della demolizione totale assoluta sistematica e oserei dire chirurgica che abbiamo operato ai danni di Carletto Tristezza - più conosciuto con il nome di Charles Dickens - ). Personalmente sono iscritta a una quantità di pagine e gruppi di letteratura e troppo spesso vedo commenti snob a tanti libri, ecco, da noi sono ben accetti tutti tranne gli snob della letteratura perchè per me sono dei fake epocali, per dirla con parole moderne! facile sparare a zero sui soliti Moccia e Volo ma perchè farlo? basta leggere altro e secondo me, se qualcuno si avvicina al mondo dei libri con questi autori è positivo in ogni caso: apre un libro e magari grazie a questi ne aprirà altri e altri e altri...e ovviamente è positivo leggere autori importanti ma il divertimento che mi da Becky Bloomwood e il suo shopping compulsivo, Kafka non me lo dà, perciò leggo entrambi!

Insomma questo post di invito a raggiungerci nel gruppo  Ã¨ quasi una marchetta in cui ci guadagniamo solo altri lettori con cui scambiare quattro chiacchiere!
Il lettore è il solitario per antonomasia nell'immaginario collettivo! beh io ho aumentato gli amici proprio grazie ai libri e quando siamo assieme o ci si sente non si parla solo di questo, anzi...non se ne parla quasi! si fanno mille cose...incluse rendere mezzi alcolizzati gli astemi... vero club ippogrifo???

Venite a trovare me, il suddetto Club, l'Amaca di Euterpe, Betta, Ghibel e i nuovi arrivati!


lunedì 27 gennaio 2014

Il nostro comune amico, Dickens - gennaio 2014, nono mese di lettura - capitolo XIII

"Un a solo e un duetto"

Ecco qui la famosa "confessione" di Rokesmith che fa finalmente outing e si svela come l'apparentemente defunto Harmon.
Abbiamo un capitolo di riflessioni e spiegazioni e devo ammettere che questo l'ho letto più volentieri, non tanto per il contenuto quanto per il modo in cui è scritto: finalmente in lingua comprensibile, scorrevole e chiara! Dickens avrà avuto mezz'oretta di pausa dalla droga o dagli psicofarmaci che utilizzava.
Harmon/Rokesmith ci spiega come e perchè è stato creduto morto. In più però scopriamo che aveva già deciso di fare comunque una cosa simile per rimanere nell'ombra e studiare la sua futura sposa perchè temeva il matrimonio per interesse. Il fato ha deciso per lui alla fine e il nostro ereditiere ha approfittato della disgrazia accadutagli per inventarsi una nuova identità e osservare le persone che gli stanno attorno per capire i loro reali atteggiamenti. I Boffin ne escono sempre bene, sono onesti, sinceri, stanno facendo onore all'eredità che è capitata loro e comunque abbiamo la conferma che Harmon e la sorella erano davvero affezionati alla coppia, che era sempre stata adorabile con loro!
Alla fine dle capitolo Harmon incontra Bella Wilfer la quale non perde un colpo per essere antipatica, dicendo a quello che lei crede essere solo un povero segretario affittuario della madre, sostanzialmente di non romperle facendoli complimenti che lei non gradisce. Il nostro sfortunato innamorato (perchè è davvero innamorato della piccola immatura egoista!) capisce così una volta di più che è meglio per tutti dimenticare Harmon e continuare con la sua nuova vita.

E anche per gennaio la tortura è
finita!!!

martedì 21 gennaio 2014

Il nostro comune amico, Dickens - gennaio 2014, nono mese di lettura - capitolo XII

"Altri rapaci"

Che noia, a me dispiace pure ma la sola parola che immediatamente mi spunta alle labbra è "noia". Io non lo se se Dickens avesse iniziato a farsi di una qualche sostanza stupefacente o se fosse semplicemente invecchiato e avesse per la testa un'opera con chissà quale scopo e messaggio recondito, resta il fatto che mai mi sono trovata ad annoiarmi così con lui.
In questo capitolo spunta fuori il vecchio Riderhood, anzi prima conosciamo la figlia, Piacente, che tanto piacente non è anche se messer Dickens non la dipinge malissimo. Lei gestisce una pensione e un piccolo banco dei pegni ed è nel negozio che arriva un misterioso personaggio: sembra un marinaio ma ha mani troppo curate per non insospettire. Dopo un breve dialogo (sconnesso) tra i due arriva Riderhood senior, che è il tizio che aveva incolpato il padre di Lisetta e Carletto Hexam ancora all'inizio del libro. Ora, lo sconosciuto fa capire all'individuo falso che lui sa come sono andate le cose realmente e si fa promettere una lettera da consegnare ai ragazzi Hexam in cui il padre viene scagionato.

Bene credo che il commento a questo capitolo finirà qui perchè non ho nemmeno la voglia di puntualizzare le acidità presenti anche qui, le (pochissime) frasi che comunque mi hanno fatto apprezzare Dickens. Ve lo dico, vado avanti per inerzia e perchè ormai voglio arrivare alla fine! certo è che se fossi stata una dama dell'800 col cavolo che sarei rimasta in trepidante attesa e che sarei poi andata a comprare i fascicoli all'uscita! mi sarei orientata piuttosto al taglio&cucito!!


lunedì 20 gennaio 2014

Il nostro comune amico, Dickens - gennaio 2014, nono mese di lettura - capitolo XI

"Alcuni affari di cuore"

Il capitolo si apre ritrovando la signorina Peecher, la maestrina innamorata del noioso signor Headstone che si fa far da spia dalla sua allieva chiedendo notizie in merito a Lisetta Hexam. Certo che si mettessero assieme sarebbero una gran coppia: pedanti, noiosi e grigi entrambi...allegria!
Il maestro dal canto suo sta proprio andando a trovare Lisetta con la scusa di offrirle nuovamente i propri insegnamenti, cercando di farle cambiare idea e quindi lasciare l'insegnante trovatole da Wrayburn.
Al suo arrivo però trova solo la nostra Uccellino, che con furbizia lo mette subito in imbarazzo! Io adoro questa ragazzina dalla lingua e dal cervello agilissimi! Ad un certo punto però Lisetta arriva e la noia riprende possesso delle pagine del libro! Cosa ci troveranno mai in questa fanciulla così a modo, timida, compita, modesta, ecc ecc ecc... insomma tutte virtù, è chiaro, ma nel suo complesso la creatura che ne risulta a me da del soporifero! Dal canto suo però c'è il fatto che mantiene il suo proposito e non cambia idea, restando ferma nella sua decisione di studiare grazie all'aiuto di Wrayburn e mettendo in chiaro che il maestrino e il fratello niente c'entrano con questa decisione. Ora, l'unico a non volerlo capire è il noiso Headstone che si fa promettere un altro incontro per rivalutare (ancora??!!) la situazione! ma bastaaaaaaaaaaaaaaaa!
Il capitolo termina con Uccellino che carpisce segreti amorosi a Lisetta cercando di farla parlare di Wrayburn, ma la santa fa finta o comunque crede di non essere all'altezza e non si pone nemmeno il problema di potersi innamorare o far innamorare.
Ammetto che vado avanti per inerzia, Giannina mi piace ma c'è troppo poco spesso rispetto ad altri individui che sopprimerei! 
In ogni caso l'impressione che ho è che Dickens sia più a suo agio a sparlare della società che non a parlare di sentimenti! la parte migliore del capitolo (esclusa Uccellino) è quella iniziale che riguarda la signorina Peecher, con le sue pare mentali, coi suoi commenti a metà tra il sarcastico e il triste, coi suoi tentativi di carpire segreti a una ragazzina in modo infantile e quasi commovente!

...to be continued....

domenica 5 gennaio 2014

Il nostro comune amico, Dickens - dicembre 2013, 8 mese di lettura - capitoli VII, VIII, IX, X

Va bene....a dicembre sono stata decisamente un disastro ma tra impegni di chiusura di fine anno al lavoro con tutti gli annessi e connessi, malattie varie mie, di marito e figlio, feste, pranzi e cene in compagnia, la lettura è andata diligentemente avanti ma purtroppo i post no! Con i capitoli di gennaio rimedierò!

Nel capitolo settimo Troviamo Silas Wegg, neo-proprietario de La Pergola e il signor Venus che altro non fanno, nonostante il bene ricevuto, se non parlar male, cercare di infangare il povero signor Boffin... e scopriamo finalmente cosa Wegg cerchi nella sua nuova dimora... un tesoro nascosto! 
Nel capitolo ottavo stiamo in compagnia di Bella Wilfer, che mostra un lavo relativamente carino solo in compagnia del sant'uomo di padre che si ritrova, visto e considerato che nell'incontro con sua mamma e con Lavinia abbiamo un concentrato di acidità, cattiveria e veleno non indifferente! la nostra fanciulla ammette candidamente di voler richezza e agi e di agire in tutto e per tutto per ottenere ciò!
Nel capitolo nono purtroppo la tristezza la fa da padrona e con mio sommo orrore e dispiacere assistiamo all'ingiusta e deprimente morte del piccolo orfanello per una malattia non ben specificata... Dickens mio, questa potevi risparmiarla ma tu non ci abboni proprio nulla 
Nel decimo e ultimo capitolo del mese i Boffin seppelliscono il piccolo orfanello e restando fermi nel loro proposito di voler comunque un bambino per aiutarlo e offrirgli quello che il loro benessere può dare, abbandonano l'idea pessima del nome sfortunatissimo (due persone, due morti), del bimbo piccolino e bellissimo e che fanno? chi decidono di adottare? ma il buon Pauta!! chissà che accadrà....

Continuo la lettura con entusiasmo contenuto, alcuni capitoli scorrono veloci ed interessanti mentre altri sono davvero di una noia e di una inutilità assolute. Non ho idea a questo punto di dove voglia andare a parare Dickens... 
to be continued.....

lunedì 25 novembre 2013

Il nostro comune amico, Dickens - novembre 2013, 7 mese di lettura - capitolo VI

Capitolo VI della 2 parte: UN ENIGMA SENZA RISPOSTA

Di nuovo alle prese con gli avvocati Mortimer Lightwood e Eugenio Wrayburn. I nostri due legulei stanno fumando sigari nel loro nuovo ufficio. Lightwood cerca di capire cosa sia accaduto al suo amico Wrayburn, il quale sembra essere sempre distratto, pensieroso e che nemmeno durante le loro vacanze era stato di compagnia. Naturalmente non gli viene fornita alcuna risposta ma ecco che arriva a sorpresa la soluzione del mistero. Carletto Hexam e il suo maestro pallaalpiede Headstone si presentano in ufficio e il giovane ragazzo se ne esce con una sfuriata arrogante e demenziale nei confronti di Wrayburn, intimandogli di non frequentare Lisetta, la sorella, di smetterla di interessarsi alla sua istruzione e di pagargliela pure. che solo lui e il pallaalpiede di maestro lo possono fare e bla bla bla che altrimenti se la dovrà vedere con lui. Dopodiché il maestro chiede a Carletto l'isterico di attenderlo fuori e finisce la ramanzina demenziale allìavvocato che dal canto suo reagisce con il suo solito atteggiamento assolutamente menefreghista.
Lightwood capisce allora che il suo amico e collega altro non ha che interessi amorosi e gli chiede se ha interessi seri e di fare le cose per bene per una volta ma il nostro Eugenio risponde svagato che "non sa, non capisce, non vuole chiedersi nulla".

Ora io questi li detesto tutti dal primo all'ultimo, è un capitolo con dei personaggi che butterei nel fuoco tutti allegramente insieme. I due avvocati a volte mi fanno sorridere ma in generale mi annoiano e mi irritano.
Carlo Hexam è un cretinetti che "é montato in scagno" come si dice da me in veneto (e per educazione non termino tutto il proverbio veneto!!) e il suo maestro è un poveraccio con la coda di paglia che per quanto abbia studiato mai si affrancherà dalla sua mentalità di reietto della società, non riesce a pensare ad altro che al fatto di essere comunque attaccato per le sue origini di cui però nessuno conosce una beneamata...
Vabbeh staremo a vedere cosa combineranno e sono curiosa di capire a chi Lisetta Hexam concederà le sue grazie visto che sembra far girare la testa a tutti (ora poi c'è pure l'affascinante Fledgeby!!).

Dickens in ogni capitolo da sfoggio senza mai perdere un colpo, della solità acidità e resta magistrale nella definizione del carattere delle persone attraverso i dialoghi. Chapeau.

"Ah anch'io intendo pagarlo, - replicò Eugenio - ma è un'intenzione come tante altre belle intenzioni..."
"cioè?" - Mortimer
"Ho tanta intenzione, ma non ho che l'intenzione e niente altro, mio caro Mortimer."
E già con queste 3 frasi abbiamo lampante il carattere di Wrayburn!

"Che curiosa mania - disse Eugenio - quell'uomo sembra credere che tutti abbiano conosciuto sua madre" ( a proposito del maestro Bradley Headstone


martedì 19 novembre 2013

Il nostro comune amico, Dickens - novembre 2013, 7 mese di lettura - capitolo V

Capitolo V della seconda parte: "Entra in scena mercurio"

E in questo capitolo abbiamo la conferma che "l'affascinante Fledgeby" è un altro (l'ennesimo) losco figuro del romanzo. Lo ritroviamo nella sua dimora, a pranzo con il viscido Lammle e qui Dickens ben delinea la pochezza dei due personaggi che tra una fanfaronata e l'altra fanno a gara per chi si riveli essere il più codardo e il più idiota (direi che sono a parimerito per quanto mi riguarda) anche se alla fine uno sguardo fa capire a Lammle che poteva osare e riguadagnare potere su Fledgeby che infatti alle alzate di tono del compare di malaffare, abbassa subito toni e capo.Capiamo anche che è Fledgeby ad avere qualcosa in mano su Lammle (notoriamente famoso per avere vizio del gioco e di tutte quelle attività a bassa onestà!!). Fledgeby proviene da una famiglia di strozzini, con una madre che pensava poco a lui e un patrigno che lo faceva ancora meno. Provvidenza vuole che il nostro affascinante resti solo presto e venga su in totale autonomia. Andando avanti con la lettura lo ritroviamo che va a visitare un negozio di un ebreo. Capiamo subito che il negozio è in realtà di Fledgeby e che questi ha ben pensato di continuare la strada di famiglia praticando usura.
Il vecchio ebreo, Riah; che lo gestisce dal canto suo ritarda ad aprirgli la porta perchè impegnato...con chi? ma con Lisetta Hexam! e l'uccellino, la sartina di bambole un po' folle che sono da lui per imparare (si ricorderà infatti che Lisetta era stata spronata a studiare per se stessa e per non far sfigurare il fratellino). Insomma un bel casino detto in soldoni! Vediamo se anche Fledgeby si unirà alla schiera di ammiratori della fanciulla (già dice che è graziosa quindi....).


"La famiglia della madre di Fledgeby era già molto offesa con lei per la sua povertà, e ruppe ogni rapporto con lei quand'ella diventò relativamente ricca. La famiglia della madre di Fledgeby era la famiglia Snigsworth. Anzi, la madre di Fledgeby aveva l'alto onore di esser cugina di Lord Snigsworth, cugina in modo così remoto, che il nobile conte non avrebbe esitato ad allontanarla ancora un po' di più e a buttarla completamente fuori dalla cuginanza; ma insomma era sua cugina".
Come non adorare però Dickens?

"Fledgeby con la sua giovinezza contrastava molto, ma non a suo vantaggio, con la vecchiaia dell'ebreo, che stava in piedi con la testa nuda chinata, e gli occhi al suolo: solo quando parlava li alzava. La stoffa del suo abito era lisa e logora e dello stesso color ruggine del cappello appeso all'ingresso, ma, per quanto l'aspetto fosse povero, non era vile. Mentre quello di Fledgeby, invece, per quanto non fosse povero, era vile."
Insomma, è piuttosto chiaro cosa pensa Dickens no?






martedì 12 novembre 2013

Il nostro comune amico, Dickens - novembre 2013, 7 mese di lettura - capitolo IV

Finora ho vissuto di rendita sfruttando le sempre puntuali e precise recensioni de L'amaca di Euterpe ma ora devo mettermi a fare meno la lavativa!!
Oltre che da Sara nella sua Amaca, potete trovare i commenti alle parti già lette qui.
"Mr. and Mrs. Alfred Lammle" by Sol Eytinge, Jr. 1870.
Credits: victorianweb.org

Siamo alla parte II, capitolo IV "Entra in scena cupido"
Ritroviamo la splendida e gioiosa coppia de I Lammle (che francamente mi ero pure scordata!!) che pronti a vendicarsi stanno cercando di irretire la figlia dei Podsnap, tale GeorgianaCara (sì perché sono incapaci di chiamarla senza un bell'aggettivo a seguire! 'na noia!) dato che sembrano sapere che la nostra ragazzetta abbia possibilità finanziarie proprie di cui disporre. Georgiana dal canto suo è sveglia come come il buon Pippo di Topolino e prenderla in giro è decisamente come sparare sulla croce rossa ma questo è ciò che fa Dickens! In questo capitolo i Lammle le presentano Fledgeby, altro personaggio con carisma e parlantina pari a quella di un cadavere (e non mi riferisco ai non morti della Rice o della Hamilton purtroppo!!) che loro simpaticamente (!!) chiamano "l'affascinante Fledgeby" e come primo appuntamento, dopo una cena a dir poco surreale (e noiosa naturalmente) vanno tutti e quattro a vedersi un'opera a teatro.
Seppur trovo a volte soporifera la storia anzi, più esattamento lo svolgimento perchè in realtà la storia mi intriga un bel po', non posso non adorare Dickens che spara a mitraglia contro praticamente tutti! L'idea di far parlare le due amebe attraverso i Lammle è surreale e comica e fa capire non bene, benissimo, con che razza di persone abbiamo a che fare!! Non è semplice ironia bensì acidità pura! L'ipocrisia, la falsità, la vanità regnano sovrane in questo capitolo eppure non si riesce a provare compassione per Georgiana. Per quanto riguarda Fledgeby invece ho la sensazione che ci rivelerà delle sorprese! I Lammle sono troppo idioti per venir fuori con un piano che possa davvero portare a qualcosa secondo me!
Il capitolo è piuttosto breve, restiamo col fiato sospeso in attesa di vedere come proseguirà la faccenda!

venerdì 8 novembre 2013

Intervista col Vampiro - 3 parte

Claudia, Louis e Lestat nel film
Terzo e ultimo post su questo libro. Su questo bellissimo libro (checché ne dica la nostra M.Eloisa!).
Abbiamo accompagnato Louis nella sua trasformazione da umano a vampiro, nel suo modificarsi del rapporto con Lestat, nel suo amore profondo per Claudia e poi nel suo incontro con l'affascinante Armand.
Pensavo che essendo una rilettura sarebbe stata meno coinvolgente invece mi sono trovata nuovamente a passeggio per New Orleans prima e per parigi poi, passando per l'est europa e i suoi "revenants".
La Rice sconvolge il mito del vampiro classico, colui che dona la morte, è cattivo e nemmeno tanto bello (anche se Dracula di Bram Stoker inquietante e affascinante come non mai non è poi così diverso dai!!). e crea dei vampiri con un proprio carattere diverso anche tra loro, in cui l'individualità e l'omicidio sono comunque e inevitabilmente le componenti principali ma vengono affiancate da elementi che rendono molto più complesse le personalità di ciascuno. Louis con la sua bontà innata, la sua sensibilità artistica, la sua curiosità. Lestat vendicativo, amante degli omicidi, amante della ricchezza e di tutto ciò che questa porta (balli, feste, teatri, vestiti eleganti). Claudia, trasformata troppo piccola, una spettacolare bambina che cova un disperato rancore contro i suoi padri (Louis e Lestat), che ama uccidere e ama anche imparare, che ama il lusso e che vuole viaggiare per cercare i suoi simili, ignara di ciò che questo le porterà. E lui, Armand, figura relativamente marginale dato che compare molto avanti nel libro ma che sconvolge tutti gli equilibri e il suo incontro con Claudia e Louis segnerà l'inizio della fine.
Il finale del libro è amaro ma non ci si poteva aspettare niente di diverso dalla Rice che crea una storia in cui malinconia, dolore e angoscia sono i sentimenti conduttori di praticamente tutti i personaggi.
Anne Rice
Riesce a creare un ambientazione pressoché ideale e il periodo storico in cui si svolgono le vicende principali è il solo che avrebbe potuto scegliere, l'eleganza degli uomini e delle donne dei secoli '7 e '800 non sarà mai più eguagliata e inserire dei bei vampiri, abbigliati con mantelli lunghi, che viaggiano in carrozze per strade illuminate da fioche luci di lampioni è stato un po' "vincere facile". Scontato? sì. Bello? ancora sì.
Le cronache però non finiscono qui e nei successivi 9 libri, a parte un paio di scivoloni, la Rice è sempre riuscita a mantenere la storia interessante, variando le epoche e i contesti.
Ma ora stiamo parlando del primo, dell'inizio e per quanto mi riguarda resta il libro di vampiri più bello tra quelli scritti in tempi moderni. Non ci sono paragoni da fare coi classici Dracula, Carmilla, il Vampiro di Polidori o Ligeia di Poe, sono semplicemente cose diverse. L'epoca è cambiata e libri come questi appena citati non potranno più essere scritti poiché i tempi non lo consentono più ma se si vuole legger di Vampiri e leggere qualcosa di bello, di scritto bene allora la Rice è una garanzia perché al di la che possa o meno piacere, la donna SA scrivere e lo sa fare in maniera elegantissima.
Ecco! 

mercoledì 30 ottobre 2013

Intervista col Vampiro - 2 parte

Ho letto (beh riletto in realtà visto che ho già letto tutta la saga completa delle Cronache dei Vampiri della Rice) le prime 70 pagine circa del libro e mi sono ritrovata nuovamente estasiata per l'eleganza dell'autrice nel raccontare la storia.
Lestat
Incontriamo subito Louis, vampiro tormentato che decide di raccontare la sua storia e quella del suo creatore, Lestat, ad un giovane giornalista che resta in una situazione mentale tra l'affascinato per l'occasione che gli si è presentata, e il terrorizzato per il rischio che corre restano così vicino a una creatura letale.
Louis è un giovane e bellissimo proprietario terriero ed è proprio la sua piantagione che attrae Lestat. Narra della sua vita prima della trasformazione, in cui apprendiamo del suicidio del fratello, del suo dolore e del suo senso di colpa e di come poi venne trasformato. Lestat, bellissimo quanto pericoloso, aveva bisogno di qualcuno che sapesse amministrare le ricchezze, aveva bisogno di una elegante e lussuosa dimora dove trasferire l'anziano padre cieco, aveva bisogno di tutto questo e se l'è preso usando l'unica cosa che conosce: la violenza e l'assassinio.
Evidente la differenza tra i due vampiri, non potrebbero essere più diversi e ammetto che Louis è una noia mortale con i suoi discorsi buonisti, con le paranoie...... ma visto e considerato che senza di lui la storia non ci sarebbe... me ne sto zitta e mi sopporto la lagna!
Perchè mi piace la Rice e le cronache in particolare? beh innanzitutto proprio per come scrive, è raffinata, elegante, descrittiva al punto giusto e sa ricreare quella particolare atmosfera retrò con garbo. Leggendo della piantagione si sente il calore delle candele accese, sfiori i preziosi tessuti delle tappezzerie, senti i rumori degli schiavi che curano il cotone e delle cuoche che preparano i pasti. Ti immergi poi nella New Orleans multirazziale, dove incontri ricchi signori che danno il braccio a dame elegantissime, che sorseggiano liquori pregiati. Un mondo dove si muore per uno sgarbo ricorrendo ancora ai duelli per difendere l'onore. Ed è in questo contesto che Louis rinasce come vampiro e si prepara a conoscere il mondo nuovamente. Quando per la prima volta sente e vede davvero ciò che lo circonda. Siamo ancora all'inizio in cui i contrasti tra i due vampiri sono forti ma superficiali e di Lestat soprattutto sappiamo ancora poco, capiamo solo che per lui uccidere è quasi una necessità non per vivere, potrebbe farlo anche nutrendosi di animali, ma per vendicarsi. Non ha pietà, rispetto, esiste solo il suo egoismo. Louis invece no, la vita per lui ha un enorme valore, la famiglia, i sentimenti altrui.
Che farà assieme questa strana coppia?

lunedì 28 ottobre 2013

Intervista col Vampiro - 1 parte

La settimana di  Halloween inizia con una lettura collettiva assieme alle solite note: Clubippogrifo e L'amaca di Euterpe. A onor del vero Sara (Amaca di euterpe) non è che fosse proprio entusiasta della lettura ma alla fine si è convinta anche se temo l'abbia fatto più per stroncarci il nostro meraviglioso Lestat che per altro!!! Vedremo però se la meravigliosa scrittura della Rice, l'ambientazione e i personaggi riusciranno alla fine a conquistare anche lei...
Io e Carloz (ippogrifo) intanto saltelliamo felici all'idea di ritrovarci assieme a Lestat, Louis, Claudia, Armand.... a seguirli per le notti mentre assetati di sangue cercano vittime per sfamarsi, a cercare con loro un senso al tutto...

Se vi andasse di seguirci anche sulla pagina Facebook e magari di unirvi a noi questo è il link all'evento! Niente di serio, saccente o altro, solo una lettura in compagnia, seppur a distanza da usare anche come pretesto per due chiacchiere e  qualche risata!